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Benvenuto su Lovers in the World, blog di viaggi di Martina e Jonathan, sognatori e viaggiatori, con la passione di scoprire e visitare posti del mondo sempre nuovi, con la voglia di viaggiare per sempre. Siamo esploratori, siamo il racconto dei nostri viaggi, ma siamo anche turisti, che camminano per le strade con il souvenir in mano del posto locale.

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Guida per un viaggio a Ko Phangan

Spesso sentiamo dall’amico o di qualche conoscente di un viaggio in una delle isole della Thailandia, sentendo pareri discordanti sulla qualità dell’esperienza. Come ultima tappa della nostra luna di miele, dopo il Giappone, abbiamo deciso di andare a Ko Phangan, isola consigliata per periodo stagionale dalla nostra agenzia di viaggio. Probabilmente molti di voi non condivideranno il nostro pensiero e noi rispettiamo le vostre opinioni, ma come in ogni viaggio non tutto può andare sempre bene, soprattutto se le aspettative sono alte. Con questa guida non vogliamo di certo spaventarvi, ma darvi qualche informazione in più a riguardo, quelle informazioni che avremo preferito avere prima della partenza.

I paesaggi a Ko Phangan sono strepitosi, la natura selvaggia è la vera protagonista di quest’isola. L’isola è formata per lo più da rocce levigate e qualche spiaggia più o meno grande, il tutto circondata da una fitta vegetazione. Per arrivare a Ko Phangan abbiamo preso l’imbarcazione da Ko Samui, che in un ora circa ci ha condotti sull’isola, esattamente al porticciolo del resort in cui alloggiavamo.

-Girare l’isola-

Per due esploratori come noi, incapaci di restare fermi sul proprio lettino in spiaggia, desideravamo poter visitare il più possibile l’isola in quei 6 gironi di permanenza, soprattutto perché la spiaggia del nostro resort non era per nulla bella. Come detto precedentemente, le informazioni a riguardo non sono state sufficienti per organizzare al meglio la permanenza, pensando di girare l’isola a bordo di un motorino. All’arrivo ci viene sconsigliato di noleggiare il mezzo, per via delle strade mal ridotte, informandoci inoltre, che alcune delle spiagge più belle e famose non sono raggiungibili via terra, ma solo tramite taxi boat. Sconsolati da tale problema decidiamo di noleggiare un taxi boat, pur sapendo che occorre contrattare con il pescatore e meglio ancora, condividerlo con altri. Non essendoci nessuno interessato a salire con noi a bordo della barca, siamo costretti a dover andare da soli, pagando la corsa 40,00€. Questa cosa non ci piace molto, capiamo che è solo un modo di approfittarne, perciò per soli due giorni abbiamo optato la scelta di muoverci con il taxi boat, non rischiando così di farci spennare in una vacanza che doveva essere abbastanza low cost. 

All’interno dell’isola sono presenti diversi templi, tra cui uno cinese, che a malincuore non abbiamo potuto visitare, perciò il nostro consiglio è quello di noleggiare ugualmente uno scooter, girando l’interno dell’isola e le spiagge più facili da raggiungere via terra e riuscire a prendere il meno possibile i taxi boat. I templi più famosi sono:

wat plu khao noi

wat pho

wat khao tham

tempio cinese

-Le spiagge-

Purtroppo anche in questo caso avremmo voluto vederne molte di più, amiamo cambiare location ogni giorno, in modo da dare più pareri oggettivi possibili. La spiaggia più bella visita è stata Bottle Beach, situata a nord-est, raggiungibile via mare, una distesa di sabbia chiara dorata e un mare limpido. Questa è stata l’unica spiaggia con l’acqua pulita e chiara, le altre purtroppo sono state una gran delusione. Un’atra spiaggia visitata è stata Malibu Beach, situata a nord, considerata la spiaggia più bella. La spiaggia è davvero bella, con alberi che ti permettono d’avere ombra, sabbia fina e bianca, ma purtroppo a causa della bassa marea, l’acqua è torbida e melmosa, tanto da non riuscire a fare il bagno. Fortuna che il pescatore che ci ha condotti li non se n’erano andato dalla spiaggia, così ci siamo fatti riaccompagnare prima dell’orario previsto al resort. Sconsolati e scocciati da tale situazione non abbiamo avuto la possibilità di visitare altre spiagge, se non quella adiacente al resort, la Haad Thong Nai Pan, nulla di particolare.

Le spiagge a sud sono più vive, circondato da locali e negozi, dove ogni anno si svolge la famosa festa Full Moon Party nella spiaggia di Haad Rin Nai. Perciò se siete più orientati verso il divertimento, vi consigliamo di pernottare in un resort a sud.

Le spiagge a nord sono quelle classificate più belle, famosa è la Ao mae head beach, con la sua lingua di sabbia, avremmo voluto andarci ma il costo del taxi boat per arrivarci era troppo alto. Altra spiaggia famosa è quella a ovest, la Secret Beach, zona un po’ difficile da trovare.

Vogliamo chiarire che se le vostre aspettative sono di trovare un mare limpido, azzurro e cristallino,  questa isola, non farà al caso vostro. Le spiagge purtroppo non sono sempre ben pulite, spazzatura e discariche di rifiuti a inizio foresta sono lasciati li e abbandonati, non curanti della bellezza selvaggia dell’isola. L’acqua del mare l’abbiamo sempre trovata non trasparente, a tratti torbida, senza vedere il fondale, ma la cosa che abbiamo apprezzato è la temperatura dell’acqua, sempre calda.

-Consigli utili-

Portate con voi un repellente per zanzare e insetti, non fate come noi che ne eravamo sprovvisti, con il risultato di essere stati punti da tantissime zanzare, dovendo fare una piccola cura una volta arrivati in Italia, spaventandoci un po’.

Scegliete un resort lussuoso, che abbia il necessario per tutto, dovendo passare molto tempo lì, investe perciò un po’ di più sulla scelta del pernottamento.

Cercate di evitare di mangiare nei baldacchini a bordo strada, le guide locali lo sconsigliano a noi turisti, poiché il nostro copro non è abituato a quel genere di cibo privo di igiene. Cercate di variare, scegliendo sempre piatti tradizionali diversi. I cocktail nei locali sono molto economici, perciò per fare un aperitivo o un dopo cena a base di cocktail avrete molta scelta.

Nei supermercati e in alcun negozi è d’obbligo lasciare fuori le proprie scarpe come segno di rispetto agli altri.

Se cercate una vacanza selvaggia, low cost e senza grandi aspettative, quest’isola sarà un’ottima scelta, ma se anche voi come noi cercate un mare limpido, tranquillità e pulizia probabilmente le isole thailandesi non fanno per voi.

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Sangria, una bevanda umile oggi simbolo della Spagna!

Premetto dicendo che non sono una gran cuoca, anzi proprio la cucina non fa per me, amo mangiare ma non cucinare. Ma succede che d’intanto in tanto, mi diletto in qualche specialità estera, preparando qualche piatto tradizionale di culture lontane. Oggi vorrei raccontarvi come  io preparo la sangria.

La sangria è forse la bevanda alcolica più famosa della Spagna, ma che ormai si è diffusa in tutto il mondo per la sua tipica dolcezza e facilità di preparazione ( se riesco a farlo io ci riuscirete anche voi). Ricordo ancora la prima volta che bevvi la sangria, fu dopo un saggio di danza, all’epoca ballavo flamenco, e come premio finale, la nostra insegnante ci preparò questa deliziosa bevanda. La sua origine è antica, risale ai contadini, quindi una bevanda molto umile e semplice, e il suo nome deriva dalla parola sangre, che significa “sangue”, come il colore rosso del vino con cui viene preparato. Noi italiani la amiamo molto, fresca, fruttata e zuccherina, unite da un mix delicato e speziato. Non fatevi ingannare non è una macedonia di frutta, è pur sempre una bevanda alcolica che va bevuta con moderazione.

Esistono molte ricette per preparare la sangria, ogni comunità spagnola ha la sua versione, e spesso ognuno ci mette del suo ma gli ingredienti base restano il vino rosso, lo zucchero, la frutta. Nella penisola iberica infatti, a seconda delle regioni, viene preparata in vari modi, come ad esempio nella Catalogna, viene preparato con vino bianco.

Perciò, se avete intenzione di organizzare un aperitivo con gli amici e non sapete come stupirli, preparate una sangria, l’aperitivo perfetto per l’estate. Sappiate che prepararla in casa è molto semplice.

-Vino rosso- 

La scelta del vino è piuttosto semplice ed economica, optate per un vino giovane. L’importante è che sia buono, non astringente, un po’ fruttato, non occorre perciò che sia pregiato. La sangria normalmente è rossa, occorre perciò del vino rosso, ma se volete optare per la versione della Catalogna scegliete il vino bianco. Il mio consiglio è quello di evitare i preparati per sangria che troverete nei supermercati con già le spezie all’interno.

-Un mix di frutta-

Al vino si aggiungono pezzi di pesca, limone, arancia e mela, e aggiungendo anche un po’ di succo di arancia, ma non di quello confezionato, ma spremendo arance fresche. Altra versione è l’aggiunta di fragole e frutti rossi, ma personalmente non l’ho mai provata.

-Le spezie-

Ad aggiustare il gusto e a contrastare il dolciume della frutta, non possono mancare l’aggiunta delle spezie, ovvero 2 stecche di cannella, mi raccomando no la polvere, e qualche chiodo di garofano. Il profumo di spezie è davvero molto coinvolgente.

-Gazzosa-

Occorre diluire un po’ il vino, anche con un po’ di gazzosa, una variante può essere semplicemente l’acqua frizzante, dando un tocco frizzante in più, ne basterà mezzo litro non di più

-Brandy-

Per un sapore più forte e più alcolico, si può aggiungere un po’ di brandy, dipenderà molto dal vostro gusto e da quanto forte la volete.

PROCEDIEMNTO

  1. Versate in una capiente ciotola 1 litro di vino, 2 o 3 stecche di cannella, 5 chiodi di garofano e il rhum. Mettete il tutto in frigo per un paio di ore.
  2. Lavate la frutta, mantenendo la buccia, tagliate le pesche a spicchi, le arance, la mela e il limone a fettine. Mescolate la frutta con 120 gr di zucchero e unite tutto al vino.
  3. Aggiungete mezzo litro di gazzosa o acqua frizzante, coprite con pellicola trasparente e mettete in frigorifero a riposare per 10 ore.

Come servire la sangria

Scegliete dei bicchieri capienti e mettete all’interno prima la frutta con un mestolo e poi la parte liquida. Servite con una cannuccia e un cucchiaino, decorando il bicchiere con una spolverata di cannella o della frutta. A qualcuno piace molto fredda e quindi in questo caso servite a parte qualche cubetto di ghiaccio.

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Tenuta Mazzucchi Tarantino, Puglia

Tenuta Mazzucchi Tarantino è il B&B che abbiamo scelto per il nostro soggiorno in Puglia. Situato a pochi minuti di distanza dalla città di Gallipoli, in campagna in un area tranquilla e rilassante.

Il viale che conduce alla residenza è costeggiato da quattro ettari di ulivi, terra silenziosa rossa e da fichi d’india. La location è bellissima, qua potrete avere un senso di tranquillità e silenzio.

Ad accoglierci c’è Antonella, una persona davvero fantastica facendoci sentire subito a casa, grazie anche ai suoi ottimi consigli, che saprà farci vivere una vacanza salentina al top.

La masseria ospita poche stanze, questo garantisce una maggior tranquillità. Le stanze sono molto grandi e minimal, arredate con cura e con un’attenzione particolare ai dettagli, che si sposano con la bellissima location circostante. Siamo rimasti particolarmente colpiti dal bagno molto ampio e luminoso con una doccia di vetro, rendendo tutto molto raffinato.

La colazione è servita fuori sotto a un pergolato ombreggiato, sempre circondati da quelle terre tipiche pugliesi. Da assaggiare assolutamente il dolce tipico leccese, una vera delizia!

La notte riuscirete a vedere le stelle ascoltando il suono delle cicale, che cantano durante le calde serate d’estate. La permanenza in questo B&B è una vera coccola, consigliato a tutti i viaggiatori in cerca di relax a contatto con la natura, durante il loro viaggio nel Salento.

Verifica la disponibilità su Booking o tramite il Sito ufficiale (Clicca qui)

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